L’attore indiano piu’ famoso del momento (anzi, da una decina d’anni) e’ Shah Rukh Khan. Visto che e’ considerato una megastar globale (da se stesso e dagli indiani che pensano di essere incredible) ormai gira il mondo per promuovere ogni suo nuovo blockbuster. L’estate scorsa e’ scoppiato un caso diplomatico quando Shah Rukh, negli Stati Uniti, e’ stato fermato e perquisito in aeroporto. Pare avesse con se’ un sacco di soldi in contanti, e le autorita’ aeroportuali si sono insospettite: un tizio X, vestito tutto yeah yeah, occhiali scuri come un divo e una valigia piena di dollaroni. Non sapevano chi cazzo fosse. Ovviamente.
Vi dico solo che son dovute intervenire le ambasciate.
Per l’opinione pubblica indiana era inaccettabile che una star di tale caratura fosse stata sottoposta a controlli come un comune mortale. Come hanno fatto quei burini di New York a non riconoscere The King? Vergogna, trattato come un pezzente qualunque, un individuo sospetto, per giunta! Gli americani hanno risposto che non sapevano chi cazzo fosse, e in ogni caso non esistono trattamenti VIP per nessuno, di questi tempi. La storia e’ andata avanti una settimana, coi media indiani umiliati e offesi per le torture subite dall’Indiano Piu’ Famoso Nel Mondo.C’e’ da dire che dal canto suo Shah Rukh ha fatto un po’ il gradasso all’inizio, ma ha poi tentato di calmare le acque.
Ebbene, pare che The King non sia piu’ nelle grazie di qualche migliaio (o milione?) di Hindu. Da un po’ di tempo, Shah Rukh Khan possiede una squadra di cricket, la Kolkata Knight Riders. Pochi giorni fa, in un’intervista, ha espresso il desiderio che anche i giocatori di cricket pakistani possano venire a giocare in India – al momento, visto l’odio acerrimo tra India e Pakistan, non esiste (per dire, e’ come se i francesi ci stessero sui coglioni al punto tale da vietare l’acquisto di calciatori gallici alle squadre di serie A). Uno dice: e chissenefrega? Beh, tale dichiarazione ha provocato la reazione di vari esponenti dello Shiv Sena, uno pseudo-partito separatista e razzista che vorrebbe fare pulizia etnica a Bombay (ah ecco: sono loro che l’hanno rinominata Mumbai).
Hanno detto: “Shah Rukh Khan non e’ degno di essere chiamato indiano, e’ un traditore della patria ed e’ meglio che non si faccia vedere in giro. Anzi guarda, quando esce il suo ultimo film My Name is Khan (che fantasia, vabbe’) lo boicotteremo. Entreremo nei cinema e distruggeremo tutto. Se non vuole che succeda qualcosa di brutto, deve chiedere scusa”.
MA SCUSA DI CHE?
Bisogna dire che, una volta tanto, la megastar ha fatto la cosa giusta e cioe’ ha detto “Non ho capito per che cosa dovrei chiedere scusa. Ho espresso un’opinione riguardante il cricket, cazzo c’entrano i politicanti neonazisti di Bombay?”
Ora ci sara’ da vedere come finisce la cosa. Lui non si e’ scusato. Lo Shiv Sena e’ piu’ belligerante che mai.
Morale della favola:
1. E’ davvero peculiare come l’industria del cinema indiano diventi il fulcro di conflitti di ogni tipo. Ed e’ vergognoso che certi brutti ceffi sfruttino l’ignoranza delle persone per promuovere le loro azioni squadriste.
2. Gli induisti sono gente violenta, signori miei. Lo so che volete che vi racconti di Gandhi, e lo faro’ presto… beh, indovinate un po’ chi l’ha ucciso? Un pericoloso terrorista (ante litteram) musulmano? NO. Un hindu ortodosso. Che l’India sia il paese della Non Violenza e’ una BALLA GRANDE COSI’.
3. Il nome Bombay deriva dal portoghese Bom Bahia, poiche’ sono stati proprio i portoghesi ad arrivarci per primi e a definirla una ‘buona baia’. Mumbai deriva invece dall’unione di Mumba (nome locale della dea Kali) + Aai (=madre) ed e’ stato scelto come nome ufficiale a meta’ degli anni 90 dallo Shiv Sena, che ha imposto la pronuncia locale. Inizialmente, pareva che questo cambio di nomi fosse dovuto al desiderio di liberarsi di toponomastica di origine coloniale. Tuttavia, e’ poi emerso (specie nel caso di Bombay/Mumbai) che si tratta di un gesto molto piu’ pericoloso, che vorrebbe consegnare la citta’ solo e soltanto agli abitanti ‘autentici’: per dire, uno che viene dal Punjab, o dal Bihar (stati del nord) rischia di essere preso a bastonate. Bombay era la citta’ piu’ cosmopolita dell’India; Mumbai e’ sempre piu’ un bastione di intolleranza e odio.







